lunedì 18 febbraio 2008

Abitudini e convenzioni.....

Stamani mi è successa una cosa..... la metro era semivuota!! La mia solita metro carica di gente, brulicante di persone, con l'aria talemtente pesante che se si vedessero un paio di "spine" di guinness ci potremmo immaginare di essere in uno di quei tipici pub di Temple Bar a Dublino, era si e no popolata quanto un autogrill alle due del pomeriggio nel giorno di ferragosto... Sono arrivato a pensare che oggi ricorre una qualche festività milanese della quale non ero stato avvertito... mi sono tranquillizato soltanto dopo aver trovato la navetta della 3 carica di persone.... e mi è venuto da pensare come le nostre solide certezze e convinzioni si basino quasi esclusivamente su abitudini meccaniche e ripetitive e sul fatto che spesso non riusciamo a goderci piccoli piaceri della vita (tipo un viaggio in metro tranquillamente seduto... che non è poco!!!) soltanto perchè ci troviamo difronte a situazioni diverse dal solito, strane. E qui mi è venuto in mente che purtroppo non siamo solo noi stessi a risentirne di questa cosa ma sono soprattutto gli altri, perchè la diffindenza l'emarginazione e la colpevolizzazione che proviamo verso gli extracomunitari è dovuta soltanto perchè li percepiamo "diversi" da noi solo perchè hanno un colore un po' più scuro, tratti somatici più accentuati o perchè si chiamano Abdul piuttosto che Giovanni.

E allora varrebbe la pena, ogni volta che ci troviamo di fronte ad una situazione che si discosta dalla normalità, di smettere di pensare e goderci questa novità.... magari riusciremo meglio anche a comprendere, accettare e gradire le "diversità" del prossimo.

E' proprio quando siete convinti di sapere una cosa che dovete guardarla da un'altr a prospettiva (L'attimo fuggente)

Sebastiao Salgado

Quei pomeriggi seduti sul muretto......

Stamani leggendo un articolo su Repubblica ho visto che "i bambini italiani sono veloci e abili con la tecnologia, si sfidano alla Playstation, adorano i cellulari, ma poi confessano (72%) che la vera libertà è quella di giocare "fuori", e la vera sofferenza è quella di non poterlo fare, perché 1) il tempo è brutto 2) i genitori hanno paura 3) perché ci sono troppi compiti." Mi sono quindi fermato un attimo a pensare alla mia infanzia vissuta in un paesino sperduto nel cuore della Toscana, lontano dalla "Civiltà" (come spesso criticamente definavamo Larderello), lontano ovvero da negozi, ipermercati, ospedali un po' fuori dal mondo in pratica, ma anche lontani da tutti gli eccessi che la "Civiltà" inesorabilmente crea, traffico, smog, delinquenza, stress. E mi sono tornate in mente quelle lunghe giornate in cui ci ritrovavamo seduti su un muretto a guardarci negli occhi stufi delle due ore passate a giocare a calcio nella strada sotto casa o per una partita a nascondino (in cui io partecipavo raramente... ;) ) terminata perchè qualcuno aveva oltrepassato i limiti stabiliti e passando attraverso boschetti e sottoscale aveva fatto un bomba libera tutti alla faccia del "chi conta" di turno. Quelle lunghe giornate in genere si concludevano con le famose parole "Ah se non si fosse nati qui a quest'ora....." "Ah che posto del cavolo che è Larderello....." invidiando magari quei bambini che vedevamo in pubblicità che chiusi nella loro casetta si godevano il loro ATARI. E le stesse conclusioni venivano fuori anche 10 anni dopo in cui le lunghe giornate si erano tramutati in lunghi sabato sera passati intorno ad un tavolino del bar a fare i soliti brutti discorsi..... Ci siamo sempre sentiti degli "sfigati" perchè nati lontato da tutto e da tutti... Ora però dall'alto dai miei 28 anni (capirai!) e dalla mia breve esperienza nella City della Madunina, mi rendo conto quanto sono stato fortunato a nascere lontano dalla "Civiltà". Adesso che ho una Playstation, passo le giornate chiuso in un ufficio davanti ad un PC, mi faccio un'ora di metro al mattino ed una alla sera, mi rendo conto di quanto i ricordi di quelle lunghe giornate facciano parte di me e mi aiutino ad avere sempre un pensiero felice nella mia mente. I videogiochi prima o poi si comprano, ma le partite a rubabandiera nella strada sotto casa si vivono. Le calde giornate d'estate passate a farsi la guerra con i gavettoni nelle vie deserte del paese non si possono comprare o si ha la fortuna di averle vissute o non si hanno. Con questo non voglio certo dire che dovremmo tutti vivere da eremiti lasciando perdere tecnologia e scienza (anche perchè è ciò che mi da da vivere!) vorrei solo fare capire a tutti quei ragazzi che come me si sentono o si sono sentiti sfortunati nel nascere in un piccolo paese che non tutto il mal vien per nuocere, per loro arriverà il tempo dei centri commerciali, dei negozi con insegne stratosferiche e dei mille locali nei quali passare la serata, ma per molti non arriverà mai la possibilità di star fuori tutta la notte a 12, 13 anni seduti su una panchina sotto un cielo stellato a fantasticare sul futuro più e meno remoto . Gianni

BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!

Bastaaaa bastaaaaa eeeabbastaaaaa!!!! Non né posso già più di questa campagna elettorale e siamo solo agli inizi. Il mondo va a rotoli e questi cosa fanno, popolano le trasmissioni tv insultandosi, prendendoci in giro, raccontandoci cazzate, una marea di cazzate, una doppia marea di cazzate, una doppia marea di cazzate coi fiocchi! Te li ritrovi dappertutto dal processo di Biscardi a Uno Mattina, da Elisir alla Domenica Sportiva, per non parlare dei vari Porta a Porta, Matrix (ma Morpheus leader dei DS come lo vedreste?!?!), TG4, Ballarò ballarì ballarà e il topolino che alla fiera mio padre comprò..... ci manca solo di vedere il Nano malefico nelle vestie di Tonio del bosco Incanatato o il Mortadella con tanto di Tutina bianca a fare le veci (o le feci?!?!) del quinto Teletubbies...... e Mastella!? Dove lo mettiamo Mastella!??!? A destra!?!? A sinistra!??! nel centro!?!?!?! beh forse al centro è il posto migliore, d'altronde in mezzo ai due coglioni un cazzone ci vuole! Ho bisogno di sfogarmi, ho bisogno di urlare al mondo “io non ci sto!”, ma visto che con questa affermazione potrei ricordare qualche Ex-Presidente di democristiana fattura, preferisco prendere spunto dal toccante monologo del pre-detenuto Edward Northon nella “25isma” ora di Spike Lee e se mi date del plagiatore, beh se avete visto il monologo, la risposta ve la date da soli.... fanculo.

Fanculo Silvio, fanculo Romano, fanculo Clemente, fanculo Francesco, fanculo Massimo, fanculo Gianfranco, fanculo Roberto (anzi no, poveretto, lui fanculo no, ce n'ha già tanta di disgrazie a portà in giro quella faccia di culo...) gente di meda, ipocriti del cazzo, pensano di conoscere i problemi della gente, pensano di poter risolvere i problemi della gente, pensano di avere la soluzione in mano, ma quello che hanno in mano e soltanto il loro culo, pesante ma talmente pesante che non pensano altro che a trovare una poltrona sulla quale posarlo, e fanculo anche a Carlo Azeglio che per quanto rosso di cuore e amaranto di fede non ha mai fatto un cazzo per fermare lo strapotere dell'impero socio-economico che è sceso in campo, travolgendo tutto, distruggendo il campo.....

Fanculo a tutta quella brodaglia che sta in mezzo pronta a strabordare a destra o a sinistra alla minima inclinazione della tinozza in cui si trovano.

Fanculo a Josef e a tutti i copricapo porpora che gli stanno sotto il culo, che in mille e più mille anni di storia hanno rovinato tutto ciò che hanno toccato.

Fanculo agli integralisti, Europei, Asiatici, Americani, Africani che siano, tanto tutti nello stesso brodo si trovano.

Fanculo a George.... e ho detto tutto.

Fanculo alla televisione, mai così piatta, mai così priva di contenuti, fanculo ai produttori televisivi, fanculo ai direttori di rete, fanculo a me e a tutti voi che continuiamo a guardarla, fanculo a chi prende per vero quello che dicono, fanculo ha chi non ha orecchio critico per quello sente, fanculo a chi non ha occhio critico per quello che vede.

Fanculo ai tifosi razzisti, che non sanno quello che dicono, che non sanno quello che fanno, che forse non è neppure colpa loro, fanculo quindi agli insegnanti fanculo ai professori fanculo agli assistenti, che fanno un mestiere che richiede passione ma che fanno come ripiego.

Fanculo a me, che spero che con questo sfogo tutto mi passi, fanculo a te, che hai letto fino in fondo i 10 min di sfogo di un poropalle chiuso nella sua cameretta.

Fanculo.

Edward Norton ne La 25a Ora di Spike Lee